Stazioni marittime, Monzani:”Genova accogliente? Neanche le indicazioni della metro per i passeggeri”
di Giovanni Giaccone
Le stazioni marittime al centro del porto storico di Genova sono una dei secolari valichi attraverso cui sono passati milioni e milioni di passeggeri in partenza e in arrivo, in alcuni casi, per delle vere e proprie epopee. Oggi, insieme al terminal traghetti, rappresentano una delle possibili chiavi di lettura della Genova contemporanea da alcuni anni impegnata nel difficile tentativo di riconvertirsi da città industriale a città turistica e di servizi. Edoardo Monzani, amministratore delegato di Stazioni Marittime, conosce bene la città per avere vissuto in posizioni apicali negli ultimi 30 anni di gloria, declini e riscatti.

Oggi Genova che città è vista dal suo osservatorio?
Una città che deve approfittare delle sue risorse finchè è possibile e non sempre lo fa. Prenda i passeggeri che arrivano ogni settimana: 4 attracchi di navi tra sabato e domenica da cui scendono migliaia di persone che purtroppo non trovano un’adeguata accoglienza. Eppure si tratta di un bene prezioso da non disperdere.
Perché non sono adeguatamente accolte?
Da una parte c’è una forte difficolta da parte dell’amministrazione a cogliere il significato di questi passeggeri. Non hanno capacità di spesa altissima, il loro investimento lo hanno già fatto pagandosi la crociera ma possono essere possibili promotori di Genova una volta ritornati a casa…

Può spiegare meglio?
Certo, le crociere che oggi arrivano a Genova portano passeggeri della “middle class”, persone che hanno speso circa 1000 euro a testa per quel viaggio di una settimana e lei capisce che per una famiglia di tre o quattro persone sono già tanti soldi, inoltre la politica delle navi a bordo segue la filosofia, spiegata in due parole, “il pollo è mio e me lo spenno io” quindi le residuali capacità di spesa di queste persone una volta superate le lusinghe offerte dalla vita di bordo sono poche.
Però?
Però è giusto che anche loro possano visitare Genova e trovare un’accoglienza che possa invogliarli a ritornare o comunque a lasciare una bella impressione.
Quindi cosa farebbe?
Beh intanto, cercherei di permettergli di trovare facilmente la metropolitana. Con il Comune non c’è stato verso di pianificare delle indicazioni semplici, un percorso tracciato sul terreno ad esempio, che possa permettere di arrivare facilmente al metro che è a due passi. Anche una bella insegna un po’ più grande aiuterebbe…
Invece?
Invece niente, ho chiesto, parlato con i responsabili di Tursi delegati a questo ma non c’è stato niente da fare… Difficoltà, problemi… Pensi che la segnaletica verticale per entrare nel porto e accedere a Ponte ei Mille l’abbiamo dovuta mettere noi delle Stazioni Marittime.
E poi?
Poi cercherei di promuovere attività turistiche e commerciali più popolari meno d’èlite. Le mostre e i musei sono certamente interessanti ma non bastano. Questi turisti, soprattutto quelli che scendono a Genova per conto loro senza guide, i cosiddetti “free”, molto spesso finiscono per trovare aperti soltanto i negozi dei cinesi e alla fine quel poco che hanno da spendere lo spendono lì. Si dovrebbe fare in modo che questi passeggeri potessero trovare qualche negozio aperto che permettesse di sentire gratificante il loro passaggio a Genova.
Ma è molto poco, economicamente parlando, magari il gioco non regge la candela…
Sì, ho sentito il presidente dei commercianti (Alessandro Cavo vice presidente Ascom) dire che questo genere di turista non interessa perché non spende. Può essere una scelta, non discuto, però facendo così rischiamo di mandare in giro per il mondo gente che dirà che Genova è una città chiusa e poco accogliente. Sarà molto più difficile convincere compagnie come la Seabourne o la Silversea a fare scalo qui da noi e queste sono navi con cabine da 500/1000 dollari a notte con passeggeri che possono permettersi altri e soprattutto alti livelli di spesa.
Quindi?
Sarebbe meglio ripensare la logica dell’accoglienza a Genova, da parte dei commercianti e da parte dell’amministrazione. La città non è pulitissima e il verde lascia a desiderare a parte piazza Corvetto e le caravelle in piazza della Vittoria. Il resto, onestamente, non è all’altezza per rappresentare un biglietto da visita e guardi che il turista la prima cosa che nota è questa.
Insomma, Genova, secondo lei dovrebbe accogliere a braccia aperte i turisti e invece?
Le racconto questa: ho deciso anni fa che il Terminal traghetti che noi gestiamo fosse fornito di un giornalaio, di un ufficio delle poste e di una farmacia. Come scalare delle vette da 8000 metri: l’Everest, il K2 e il Monte Bianco. Per le poste è stata una battaglia persa perché gli sportelli l’azienda tende più a chiuderli che ad aprirli, per la farmacia con un piccolo presidio sanitario il progetto sta andando avanti sia pure con grandi problemi burocratici così come per l’edicola c’è voluto del bello e del buono.
Poi, fuori da Ponte dei Mille abbiamo un Infopoint gestito dal Comune che sta aperto tre ore al giorno dalle 8.30 alle 11.30. Un po’ pochino.
Il Comune non è socio delle stazioni marittime? Il confronto non dovrebbe essere organico alla stessa gestione?
Sì. l’amministrazione comunale ha il 5% delle quote di Stazioni Marittime ma se ne vuole liberare.
Ovvero?
A quanto pare considera strategico dell’altro. Io lo trovo un grosso errore. Essere dentro la gestione di una realtà come la nostra consentirebbe a un’ amministrazione di studiare strategie e interloquire con partner come MSC (che ha la maggioranza di Stazioni Marittime conil 50,1%)che ora sta investendo su Genova oltre che con l’attività anche insediando uffici direzionali che, ovviamente, rappresentano un importante indotto. Queste persone valgono una bella cena di rappresentanza e consiglierei a Doria di non risparmiare sulla sua nota spese se deve offrire una cena a Gianluigi Aponte. Queste persone possono influire positivamente sul futuro di Genova…
Intanto si procede verso l’unificazione delle autorità portuali di Genova e Savona. Cosa cambia per le crociere?
Intanto vediamo come va perché non mi sembra proprio una passeggiata considerato il panorama italiano. Oggi Costa ha un terminal tutto per sé a Savona e ha fatto bene ad andare a suo tempo si trattava di cogliere per loro un’opportunità unica. Quando Costa andò via da Genova le sue navi erano molto più piccole di quelle attuali e adesso forse anche lo scalo di Savona comincia essere stretto. Qui a Genova con P&O, Royal Caribbean e MSC oggi non ci sarebbe spazio.

E la presidenza di questo nuovo ente, secondo lei, chi potrebbe essere la persona giusta per guidarlo?
Ci vorrebbe un giovane che non avesse conflitti d’interesse con le realtà imprenditoriali di cui poi dovrà gestire gli assetti operativi. Dato che mi sembra ci siano in circolazione solo figure attempate con possibili conflitti d’interesse ci vorrebbe uno straniero…
Si parla di Canavese ex presidente dell’Autorità Portuale di Savona…
Canavese è preparato ma mi domando come mai da un po’ di tempo a questa parte che Genova non riesca a proporre una figura che sia in grado di prendersi questa responsabilità… Merlo era spezzino, ora si parla di un savonese.
Magari è per una questione diplomatica vista la delicatezza del momento con Savona?
Ma sarebbe una scelta politica non di competenze una mediazione che arriverebbe sempre su un piano che non serve al porto dove ci vogliono persone capaci e non pedine di chissà quale gioco politico. Questa città è in crisi perché è in crisi il partito che l’ha gestita sinora, il PD, che non riesce a esprimere più competenze e figure di rilievo.
A proposito che impressione ha della giunta Toti?
Una favorevole impressione, ho avuto modo di incontrare l’assessore Rixi che si è interessato ai nostri problemi, devo dire che non avevo avuto le stesse attenzioni da Berlangieri (assessore al turismo della giunta Burlando) che non ho mai visto in tutta la durata del suo mandato.


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